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mercoledì 15 aprile 2015

L'Educatore Educato

In una lettera del 1895 il romanziere Tolstoj dichiara di avere chiari in mente i concetti cardine dell'educazione e lo esprime con queste parole:
"l'educazione resterà una questione complicata finché si pretenderà di educare gli altri senza contemporaneamente educare se stessi. Una volta compreso che l'educazione degli altri non può che passare attraverso l'educazione di noi stessi, una volta compreso questo l'educazione non sarà più un problema e tutto si ridurrà alla semplice domanda: che forma dare alla propria vita? (...) Vorrei esporre a questo proposito due regole fondamentali: primo, bisogna non solo condurre una vita ineccepibile, bensì anche analizzarsi, criticarsi, perfezionarsi continuamente; secondo, non bisogna mai nascondere nulla ai bambini: è meglio che essi conoscano la debolezza dei genitori piuttosto che abbiano l'impressione che i genitori mostrano loro una vita mentre ne conducono segretamente un'altra. (...) Non esiste metodo più sicuro dell'ipocrisia per perdere la fiducia e l'interesse dei propri figli."

Da "Scritti Eretici", 1986. Edizioni La Baronata

sabato 14 marzo 2015

L'educatore "artista"

Lev Tolstoj

Ugo Zandrino, nella presentazione del testo di Tolstoj " La Scuola di Jasnaja Poljana" così descrive il pensiero del romanziere russo circa i "metodi" educativi:"Tolstoj è dell'opinione che il miglior metodo è l'assenza di metodo, che il maestro è artista e non tecnico, ma non rifiuta di trarre dalla sua esperienza quotidiana principi metodologici generali e particolari. L'esperienza gli ha dimostrato - per quel che riguarda le tecniche - "che il miglior metodo di tutti, in un certo senso, è quello di chi non ne ha nessuno, cioè di chi conosce e adopera tutti i metodi, e sa inventarne uno nuovo per ogni difficoltà che gli si presenta... Il miglior maestro è quello che ha sempre pronto il rimedio per ogni difficoltà che incontra lo scolaro e perciò bisogna che conosca il più gran numero possibile di metodi, abbia attitudine ad inventarne dei nuovi, e sia convinto che ogni metodo ha i suoi pregi e i suoi difetti: il che in conclusione vuol dire che non tanto un metodo gli occorre, quanto l'arte e il talento"".